Ronin Cup 2015

La squadra, arrivata alla Ronin Cup come sconosciuta, si aggiudica il secondo posto...dietro solo alla squadra della Nazionale Francese!!

L'originale evento raccontato da un membro del team. Un assaggio di kendo e delle emozioni che porta.

Una buona descrizione informativa dell'evento con gallery e commenti integrati!
 
Ecco il diario di viaggio e di gara, ringraziamo Alberto per la testimonianza, in fondo la Gallery e i commenti!
 
 
Ronin Cup 2015
 
Venerdì 16 ore 14:30
 
Si parte dal casello di Genova Ovest in quattro, si raccoglie il quinto elemento a Savona e ci si appresta a 600 km di autostrada.
Il viaggio scorre abbastanza liscio, tra chiacchere più e meno serie. Si parla poco di kendo, siamo rilassati perché abbiamo già in parte vinto per il fatto di essere riusciti dopo 3 anni a iscriverci a questa competizione così particolare.
Per chi non lo sapesse la cosa divertente della Ronin Cup è che il sabato si combatte con la propria squadra, mentre la domenica si diventa dei samurai senza padrone mescolandosi con altri in squadre scelte dal caso.
Facciamo due pit stop al volo e alle 21:00 siamo a Romans-sur Isere, desolata cittadina dell'interno francese. Cena frugale e diretti in branda.
Nota della cena è che ci servono dei crostini con su dei piccoli ravioli e un'oliva.
Inutile dire che la nostra considerazione degli abitanti del luogo cala considerevolmente.
 
Sabato 17 ore 9:00
 
Siamo tra i primi nel palazzetto, l'atmosfera è familiare quasi come al Trofeo Liguria, solo che ci sono 29 squadre con competitori francesi, italiani, svizzeri e belgi!
La pool inizia bene con 8 ippon a zero sul Meylan2, di certo non degli agonisti esperti, e ci apprestiamo a giocarci il passaggio come primi con una delle squadre più forti del torneo. E' già momento di verifiche. Perdiamo un solo incontro per un ippon. Manchiamo la possibilità di un primo turno eliminatorio più facile ma ci siamo.
La fortuna ci sorride mettendoci nel lato giusto del tabellone, costringendo invece 3 squadre molto forti a contendersi un posto in finale.
Battiamo il Lione2 e il Meaux senza troppe difficoltà e siamo a medaglia. I nostri elementi migliori si sono scaldati e pronti a portarci in finale. Cosa che succede battendo il Lione1 per 3-0, se non ricordo male.
In finale veniamo asfaltati 0-5 da una sorta di nazionale Francese. Per quanto mi riguarda, il mio avversario era di un altro pianeta.
Premiazione, foto e a casa per la doccia. Tutti tranne Mattia, il giovincello del gruppo, che, non pago, si fa ancora un'ora di gigeiko defatigante.
 
Ore 20:00
 
Inizia il Sayonara party, birrette, chiacchere, qualche sigaretta di troppo per essere un gruppo di sportivi. Siamo metà di mille e quindi si mangia ogni morte di Papa ad Avignone. Tutti tranne il sottoscritto e 4 vicini di tavolo che approfittano di una figura d'elezione che riesce con svariati colpi di mano a rimpinguare costantemente la tavola di provvigioni.
Stanchi dalla giornata, dopo qualche altro bicchiere, sprofondiamo di nuovo nei letti dell'Hotel Magdalene.
 
Domenica 18 ore 9:00
 
Venghino siori, venghino. La ruota gira, dove si fermerà?!
Sospettiamo che abbiamo mescolato poco i bigliettini perché usciamo mezzi appaiati dal sorteggio.
Diana e Mortara condividono una squadra Baiardi e Barbieri un'altra. Il giovine Mattia si unisce a Yun Sook in una squadra da quattro, ed essendo il più giovine, potendo un'atleta combattere due volte, si prende questo fardello sulle spalle.
Flavio e Ale scoprono che il destino li ha fatti incontrare con spadaccini inesperti e soccombono ai primi incontri. Davide e io, con il supporto del grande Claudio DiPasqua e di altri due validi elementi passiamo la pool come primi. Siamo la Pesto&Ravioles. Praticamente la cosa più vicina alle bestemmie che un Ligure possa immaginare. Il giovine Mattia e "gli schiavi di Yun Sook" avanzano alle eliminatorie.
Ci basta un turno per essere a medaglia e ci riusciamo entrambi. Noi soprattutto grazie a Davide che batte la ragazza più forte e avvenente del torneo. Il primo ippon se lo guadagna con uno degli zanshin più tirati che ricordi.
In semifinale la P&R e gli schiavi incontrano due squadre leggermente superiori ed escono comunque con onore e soddisfazione.
Medaglie, foto e pronti per riposare. Durante i 600km che ci separano da casa!
Di nuovo il viaggio scorre veloce per la compagnia piacevole, nessuno dorme se non pochi minuti e ancora si parla poco di kendo. Volevamo farlo e ne abbiamo fatto!
Durante la sosta capiamo che l'ordine dell'universo è inalterato perché vengo apostrofato come "il pirla" anche dalla cameriera del fast food dell'autostrada.
 
Visto che avevamo degli appassionati di calcio in macchina seguono brevi pagelle:
 
Flavio: 9
Ci iscrive, organizza, ci motiva a partire e guida come solo un uomo da 35.000 km l'anno può fare.
Combatte come una iena fermando gente con metà degli anni e il triplo delle gare sulle spalle.
Stava anche per pagare tutto ma lo convinciamo a prendere qualcosa da noi.
 
Ale: 8
Viene abbordato al minuto '7 da una svizzera e prosegue con ammiccamenti vari tra uno shiai e l'altro. Il più interessante credo resti quello con un cuoco a petto nudo a mezzanotte del sabato.
Combatte benissimo fino a che una recente ferita di "guerra" non lo riduce a mezzo servizio.
 
Davide: 8
Fortunatamente combatte molto meglio di come giochi a scacchi perché se no col fischio che non avrei mai vinto un Trofeo Liguria! Contro la maggior parte degli avversari sembra di vedere il genocidio degli Utu sui Tutzi.
 
Il giovine Mattia: 9
Dopo i 12 incontri di domenica guida ancora metà del viaggio e, in quanto giovine, prende un velox francese che speriamo non arrivi mai. Nel caso guidava la Titti.
Vedi LEGGENDA su dizionario
 
Michele: 8 e mezzo
E' il personaggio che salva il mio sayonara dispensando una marea di piatti e perle, trovate forse nel mare che si stava bevendo. Il giorno dopo combatte e arbitra tra una dormita e l'altra.
Vedi MAESTRO sul dizionario
 
Ronin Cup:10
Do il massimo per un'atmosfera così rilassata e quasi trasandata che mi fa apparire un kendoka normale, non ordinato, ma normale. Casa.
 
 
Alberto
 
 
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